E tu ascolti i segnali del tuo corpo?

Assai spesso le persone si affidano ad indicatori esterni per prendere decisioni rispetto al proprio comportamento alimentare.

Piuttosto che prestare attenzione ai segnali di fame e sazietà che provengono dall’interno, spesso ci basiamo su stimoli esterni per decidere di iniziare a mangiare oppure di smettere.

La presenza di cibo, l’orologio che segna un certo orario, il fatto che altre persone stiano mangiando, sono indizi che spesso ci spingono a mangiare. Così come raramente smettiamo di mangiare perché siamo sazi: è più probabile che ci si fermi perché non si ha più tempo a disposizione o perché i nostri commensali hanno finito, oppure ancora perché non c’è più nulla nel piatto o abbiamo terminato la lettura del giornale o del nostro programma preferito.

Proviamo ad immaginare questa situazione: i bambini piangono quando sono affamati, questo è il loro modo per far sapere al caregiver che sono affamati e hanno bisogno di mangiare. Immaginiamo che un genitore ignori ripetutamente i pianti. Alla fine il bambino smetterà di piangere quando è affamato, perché sa che il suo pianto non riceverà risposta.

Il nostro corpo diventa come il bambino che ha smesso di piangere. Ha smesso di mandarci messaggi perché noi abbiamo smesso di rispondervi.

Possiamo cambiare questa condizione? E’ possibile. Si tratta di imparare ad ascoltare molto da vicino i segnali del corpo. All’inizio potremmo non sapere quando abbiamo fame o siamo sazi. Potremmo aver bisogno di un nutrizionista per creare un piano alimentare adatto a noi. Un professionista ci indicherà la quantità che il corpo solitamente richiede per cominciare a sentirsi soddisfatto. Mangiando queste quantità per un prolungato periodo di tempo, il nostro corpo comincerà a mandare nuovamente i segnali corretti.

Attraverso la pratica della Mindful Eating è possibile tornare ad essere consapevoli dei segnali che il nostro corpo ci manda per poter fare scelte adeguate al nostro benessere e alla nostra forma fisica.