Dormire è un’esigenza primaria dell’essere umano, che dedica a questa attività circa un terzo della propria esistenza. Tuttavia, il bisogno di dormire differisce da individuo a individuo e si modifica nel corso della vita, tendendo a diminuire con l’avanzare dell’età. Così, se a un neonato servono in media dalle 18 alle 20 ore di sonno al giorno, a un anziano possono bastarne anche soltanto quattro o cinque per notte.

La durata del sonno non è, quindi, sufficiente a definire una condizione di insonnia: è necessario considerare anche la qualità del riposo e gli effetti che questo determina sul piano psicofisico.

Per definizione, l’insonnia corrisponde a un’alterazione dell’equilibrio sonno-veglia dalla quale deriva un disagio per l’individuo che, a causa della sonnolenza, della spossatezza, delle difficoltà di concentrazione e dell’irritabilità conseguenti al riposo inadeguato, può veder seriamente ridotti il proprio benessere e la possibilità di svolgere le attività quotidiane in modo efficiente. L’insonnia può assumere diverse forme e può essere classificata in base ad almeno tre criteri: la durata, le possibili cause e la tipologia delle manifestazioni.

In base alla durata, si possono distinguere un’insonnia “di circostanza”, caratterizzata da episodi isolati o che persiste per pochi giorni e che solitamente compare in periodi di particolare stress, superati i quali tutto rientra nella normalità; l’insonnia “transitoria”, che in genere dura meno di tre settimane e tende a risolversi spontaneamente o adottando semplici accorgimenti comportamentali; l’insonnia “cronica”, che si protrae per più di tre settimane e che richiede una cura specifica per essere eliminata.

In relazione alle cause che la determinano, l’insonnia viene definita “primaria”, quando non si riescono a individuare ragioni organiche o ambientali capaci di giustificare il disturbo, oppure “secondaria”, quando è riconducibile a ben precisi fattori scatenanti. Tra questi, al primo posto si colloca lo stress, spesso strettamente legato a problemi psicologici o emotivi quali tensioni familiari, difficoltà sul lavoro o preoccupazioni finanziarie. Non di rado, poi, il sonno è disturbato da fattori ambientali, come l’eccesso di luce o rumore nella camera da letto, oppure dal fatto di dormire in un ambiente estraneo, ad esempio una stanza d’albergo o una nuova abitazione.

Il cambiamento di fuso orario è responsabile di un particolare tipo di insonnia transitoria nota come jet-lag, che tende a risolversi spontaneamente. Una manifestazione analoga al jet-lag, che come quest’ultimo in genere si attenua con l’abitudine, è l’insonnia che colpisce chi deve stare sveglio durante la notte e dormire di giorno per ragioni professionali, come i medici e i turnisti. Anche le variazioni stagionali, in particolare la diversa durata dell’illuminazione che influenza i ritmi circadiani e i cambiamenti di temperatura, possono contribuire ad alterare i cicli sonno-veglia. Non è casuale, quindi, che l’insonnia registri picchi di incidenza e di intensità con l’arrivo dell’estate.

L’insonnia, inoltre, può essere indotta dall’assunzione di alcuni alimenti e farmaci o dalla presenza di patologie specifiche.

In relazione alle modalità di presentazione, infine, si riconoscono un’insonnia “iniziale”, che rende difficoltoso addormentarsi (particolarmente frequente nelle persone ansiose e in chi non riesce a distogliere l’attenzione dai fatti della giornata); un’insonnia “centrale”, quando il riposo è frammentato da risvegli ripetuti nell’arco della notte e dalla difficoltà a riaddormentarsi; un’insonnia “terminale”, quando il risveglio è molto precoce, anche verso le 3-4 del mattino o comunque all’alba, seguito dall’impossibilità di riaddormentarsi. Quest’ultima è la forma tipicamente associata alla depressione.

 

Attraverso un percorso terapeutico è possibile individuare i fattori correlati all’insorgenza del problema, sviluppare migliori strategie di gestione di queste problematiche e imparare alcune regole e modalità comportamentali che, se rispettate, contribuiscono ad un buon riposo.