Quando perdiamo una persona cara, viviamo una delle esperienze più dolorose che la vita ci può offrire: sentiamo di aver perso una parte di noi stessi e, com’è naturale, sperimentiamo un periodo di grande sofferenza e difficoltà. Il lutto è come una ferita, il cui processo di cicatrizzazione e di guarigione richiede tempo. Si tratta di un vero e proprio lavoro finalizzato ad integrare la perdita nella trama della nostra storia, per poter tornare a vivere un’esistenza sicuramente molto diversa da quella di prima, ma che può continuare ad essere ricca di valore.

Qualche volta questo processo di elaborazione avviene in modo più faticoso o sembra arrestarsi. In questi casi la persona si sente sopraffatta dal dolore e lo avverte in modo insopportabile con la sensazione che la sofferenza non cesserà mai…

In queste situazioni si può pensare che evitando di parlare della perdita sia possibile allontanare il proprio dolore; in realtà è importante non chiudersi e lasciare fluire le emozioni, piuttosto che tentare di bloccare le manifestazioni del dolore, della sofferenza. Ricordiamoci che se non ci diamo la possibilità di lasciar emergere le nostre emozioni, queste troveranno altri modi per emergere, talvolta con manifestazioni psicosomatiche.

Se la sofferenza viene vissuta come eccessiva, perdura nel tempo e rischia di incidere in modo negativo sulla vita quotidiana, familiare e lavorativa, può essere utile chiedere l’aiuto di un professionista che ci accompagni nell’elaborazione di questa dolorosa fase della nostra vita.