La personalità è un insieme di caratteristiche o tratti stabili, che caratterizzano le persone nella loro vita quotidiana. Esempi di questi tratti stabili sono il tratto dipendente, il tratto ossessivo, il tratto della sospettosità, il tratto narcisista, della seduzione….
I disturbi della personalità non si manifestano con sintomi precisi come le altre patologie psichiatriche. Sono piuttosto caratterizzati da uno stile di comportamento molto rigido e controproducente che, in effetti, spesso è una manifestazione estremizzata di ciò che si nota nelle persone normali. I pazienti con disturbi di personalità sembrano ricadere ripetutamente negli stessi errori e seguire un copione di vita molto rigido, quasi che siano impegnati in una recita ripetuta in continuazione. Questi pazienti non credono neppure che sia possibile cambiare. Spesso anzi ritengono che il loro sia l’unico modo ragionevole d’essere, di pensare e di reagire. Per queste ragioni spesso mostrano una tendenza ad evitare la psicoterapia, ed arrivano in terapia perché inviati da medici o spinti dalla famiglia.

Di seguito descriviamo i disturbi più frequentemente riscontrati nella pratica clinica.

Disturbo Schizotipico di Personalità
Si caratterizza per una serie di aspetti peculiari che interessano il comportamento, il linguaggio, i pensieri, la percezione.
I soggetti che ne soffrono si comportano, infatti, in modo strano, bizzarro presentando un aspetto e, spesso, anche un modo di vestire altrettanto insoliti che vanno dallo stravagante al trasandato. Possono dire cose inappropriate e il linguaggio che utilizzano è così vago o troppo elaborato e ricco di metafore da risultare incomprensibile. Hanno pensieri dal contenuto magico, superstizioso, pensano di possedere poteri paranormali (ad esempio, leggere il pensiero, avere un controllo magico sugli altri, prevedere il futuro) e dubitano frequentemente della lealtà e bontà altrui, sono diffidenti fino a provare sentimenti di persecuzione. Riferiscono, inoltre, esperienze percettive insolite che possono interessare le diverse modalità sensoriali.
La sensazione del soggetto schizotipico di essere diverso, unitamente agli effetti che le caratteristiche sopra menzionate hanno sulle relazioni interpersonali, contribuiscono all’isolamento sociale o comunque alla difficoltà del paziente di interagire con gli altri.
Queste persone percepiscono se stesse come inadeguate, mentre hanno un’immagine dell’altro come criticante e non accettante. Reagiscono a tali percezioni da un lato con comportamenti bizzarri e dall’altro con il ritiro sociale.
L’insieme di tali caratteristiche indurrebbe, nelle persone con le quali il soggetto schizotipico interagisce, una difficoltà a capire il suo modo di essere e di fare e a stabilire relazioni con lui. Ciò confermerebbe la sua percezione di essere inadatto e lo porterebbe ad isolarsi, o comunque ad intrattenere rapporti solo superficiali e a provare un forte senso di disagio e ansia quando è nella condizione di doversi relazionare all’altro. In situazioni di stress elevato, possono comparire anche sintomi depressivi.

Disturbo Antisociale di Personalità
E’ caratterizzato principalmente da inosservanza e violazione dei diritti degli altri. Già nell’infanzia, spesso, si verificano piccoli furti, menzogne e scontri con chi rappresenta l’autorità, nell’adolescenza si riscontrano generalmente abuso di sostanze (marjuana, cocaina, eroina) e gesti violenti nei confronti di persone, animali.
Una volta adulti questi soggetti sono incapaci di assumersi responsabilità, conservare un’occupazione, mantenere una relazione affettiva in maniera stabile e si rapportano con gli altri in modo superficiale non rispettando sentimenti e bisogni di chi li circonda.
Non provano sentimenti come la gratitudine e il rimorso, mentre frequentemente avvertono rabbia, noia, disprezzo e indifferenza. Sono tendenzialmente prepotenti, aggressivi, impulsivi, incapaci di amare e portati a sfruttare chiunque possa soddisfare i loro bisogni. Tendono a mostrare un comportamento irritabile e aggressivo verso gli altri e ad essere cinici e sprezzanti nei confronti dei sentimenti e delle sofferenze altrui. Questi individui mostrano anche comportamenti di non salvaguardia della propria salute personale (comportamenti sessuali non protetti, uso di sostanze stupefacenti, comportamenti di guida spericolati). Le decisioni vengono prese sotto l’impulso del momento, senza considerazione delle conseguenze per sé e per gli altri.

Disturbo Borderline di Personalità
Le persone con questo disturbo hanno difficoltà a gestire in modo funzionale emozioni negative e spiacevoli e ciò comporta una instabilità dell’identità, dei comportamenti e delle relazioni con gli altri. Cambiano umore con molta facilità e possono addirittura provare emozioni contrastanti nello stesso momento; hanno difficoltà a definire “chi sono” o “cosa vogliono”, assumendo un ruolo diverso a seconda del contesto e della situazione in cui si trovano.
Tale situazione comporta molta sofferenza che spesso si traduce in comportamenti impulsivi (suicidio o gesti autolesivi, come tagliarsi, procurarsi delle bruciature) o in altre attività dannose (ad esempio abbuffate, abuso di sostanze, guida spericolata).
I rapporti con gli altri sono estremamente problematici, quasi sempre falliscono o, comunque, risultano emotivamente distruttivi.
Il Disturbo è caratterizzato da una compromissione dell’immagine di sé e del modo in cui vengono vissute le relazioni con le altre persone.
La persona si percepisce come inadeguata o sbagliata e teme di essere lasciata non appena glia altri si accorgeranno della sua inadeguatezza.
Il timore di essere abbandonati, porta l’individuo a cercare con tutte le proprie forze di mantenere vicino a sé la persona amata anche conformandosi completamente alle richieste e desideri dell’altro/a trascurando completamente i propri bisogni e desideri. Questo comportamento a lungo andare comporta forti sentimenti di rabbia e comportamenti impulsivi verso l’altro (litigi violenti) o verso se stesso (condotte autolesive). In risposta alla percezione dell’abbandono possono comparire anche sintomi depressivi.
L’individuo con questo disturbo tende anche a percepirsi come facilmente feribile ed esposto alle minacce di un mondo pericoloso, senza alcuna possibilità di ricevere aiuto. Come conseguenza prova ansia, paura, senso di solitudine e, in situazioni particolarmente stressanti, si manifestano anche sintomi dissociativi, durante i quali ha la sensazione di non essere presente a se stesso.
Un aspetto tipico di questo disturbo è un sentimento cronico di vuoto che consiste nell’assenza di scopi e al quale il paziente può reagire ricorrendo a comportamenti disfunzionali, come gesti autolesivi o, addirittura, suicidio.
La rappresentazione che il soggetto ha dell’altro oscilla tra due poli: idealizzazione e svalutazione. In alcuni momenti l’altro (genitore, amico, partner, collega) viene percepito in modo assolutamente positivo (ad esempio: “buono”, “affidabile”, “disponibile”), mentre in altri è rappresentato nel modo opposto. Ne conseguono cambiamenti improvvisi d’umore e/o scatti d’ira che a lungo andare stancano e portano l’altro ad allontanarsi o ad interrompere la relazione, confermando così la convinzione del paziente di essere indegno e non meritevole di amore.

Disturbo Narcisistico di Personalità
E’ un disturbo di personalità molto complesso, sia per la varietà delle caratteristiche cliniche e sintomatologiche sia per la difficoltà legata al trattamento. Gli elementi distintivi del disturbo riguardano l’ idea grandiosa di sé, il costante bisogno di ammirazione e la costante mancanza di empatia. I narcisisti tendono a considerarsi migliori degli altri, ad esagerare le proprie capacità, ad esaltare i propri successi, apparendo spesso presuntuosi, e pensano di potersi permettere di avere o fare cose speciali che gli altri non possono permettersi. Hanno bisogno dell’ ammirazione da parte degli altri che vengono idealizzati o svalutati a seconda che riconoscano o meno il loro status di persone uniche e speciali.
Accanto a questa facciata di grandiosità si cela un lato sommerso caratterizzato da sentimenti di inferiorità, fragilità, vulnerabilità, paura del confronto, ipersensibilità alla critica. I narcisisti si confrontano con la percezione di “non valere niente” e sperimentano un’oscillazione negativa dell’autostima che diventa intollerabile. Si sentono tristi, provano vergogna, paura, angoscia e possono addirittura sviluppare precisi quadri sintomatologici, come attacchi di panico o stati depressivi che scaturiscono dal fatto che la rappresentazione temuta di sé (sé difettoso, sé fallimentare) si sia affacciata alla loro coscienza. Il verificarsi di eventi scatenanti (ad esempio, mancato riconoscimento in ambito professionale, rottura di relazioni, perdita di una gara, insuccesso scolastico) viene vissuto da queste persone come indicativo del loro fallimento e della loro inefficacia. Un’altra modalità con la quale i narcisisti reagiscono alla percezione del proprio fallimento è la rabbia, che può essere rivolta contro loro stessi o contro gli altri e talvolta assume la forma di maltrattamenti, sia verbali che fisici, nei confronti dell’altro percepito come colpevole di non riconoscere la loro superiorità. Per ristabilire uno stato di grandiosità e potere, i narcisisti possono ricorrere all’uso di sostanze (ad esempio, la cocaina) e di alcool che generano un sollievo dal disagio personale.

Disturbo Evitante di Personalità
E’ caratterizzato dal timore eccessivo della disapprovazione, della critica e dell’esclusione da parte degli altri.
Queste persone percepiscono i rapporti con gli altri come potenzialmente pericolosi e quindi restringono notvolmente le loro occasioni relazionali. Provano disagio, ansia sociale ed evitano situazioni nuove e sconosciute.
Trovano invece gratificazione anche se momentanea coltivando interessi ed attività solitarie (es. musica, lettura, chat).
Il ritiro sociale, sebbene protegga la persona dall’ esporsi e dallo sperimentare il malessere dell’inferiorità porta ad una esistenza priva di stimoli, triste, con un visibile senso di vuoto.
L’umore depresso o le crisi di panico sono le motivazioni che possono spingere il soggetto a richiedere un intervento psicologico.
L’abbassamento del tono umorale può diventare molto serio e sfociare, addirittura, in idee di suicidio. Per affrontare il malessere legato alla depressione, a volte i pazienti evitanti possono abusare di sostanze (alcool, droghe, psicofarmaci ecc…)

Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità
E’ caratterizzato dalla tendenza al perfezionismo e al raggiungimento di elevati standard di prestazione che si traducono in una attenzione minuziosa per i dettagli, le procedure, le liste, tanto che, spesso, viene perso di vista l’obiettivo finale del compito. Sono presenti, inoltre, eccessiva preoccupazione per l’ordine, perseveranza, ostinazione, indecisione, difficoltà a manifestare le proprie emozioni e tendenza ad essere molto coscienziosi, moralisti e critici, soprattutto verso i propri errori.
Queste persone, ritengono che le regole vadano seguite in modo rigido e mostrano grande difficoltà nel tollerare eventuali infrazioni. Appaiono quindi poco flessibili mostrando bassa tolleranza alla frustrazione e difficoltà a sperimentare situazioni nuove o a correre rischi.
Il loro stile di vita è basato sul dovere, ma non sempre questo li porta ad ottenere risultati brillanti, anzi, a causa della difficoltà a stabilire priorità e ad ordinare in modo razionale i propri compiti ed interventi, spesso si trovano bloccati, ritenendo che il tempo non sia mai sufficiente e l’impegno dedicato non sia mai abbastanza.
Dal punto di vista emotivo, sono convinti che le proprie sensazioni e le proprie emozioni debbano essere sempre controllate perché considerate come “qualcosa di sbagliato” e, quindi, come una potenziale minaccia al desiderio di essere amati e accettati dagli altri. Appaiono rigidi e impostati e difficilmente si lasciano andare, tanto da essere percepiti dagli altri come “freddi” e “poco espansivi”.