La depressione è un disturbo diffuso che può esordire ad ogni età. Alcune persone hanno episodi di depressione isolati seguiti da molti anni senza sintomi, mentre altre hanno episodi più ravvicinati che in alcuni casi diventano più frequenti con l’aumentare dell’età.

Il numero di episodi precedenti predice spesso la probabilità di sviluppare un successivo Episodio Depressivo.

I principali sintomi depressivi sono:

  • umore depresso e marcata tristezza,

  • aumento o una diminuzione del sonno e dell’appetito,

  • rallentamento motorio o, al contrario, marcata agitazione,

  • affaticabilità,

  • ridotta capacità di concentrarsi,

  • tendenza ad incolparsi e svalutarsi,

  • incapacità di provare piacere per le attività prima gradite,

Tra le possibili cause della depressione troviamo fattori di tipo psicosociale, ma anche di tipo genetico e biologico (regolazione di alcune sostanze come neurotrasmettitori e ormoni).

Un episodio depressivo può verificarsi in seguito ad un evento di vita stressante, come la morte o la malattia di una persona cara, un divorzio, un trasferimento, cambiamenti nelle condizioni lavorative o l’inizio di un nuovo lavoro, gravi conflitti familiari, cambiamenti nel giro di amicizie, cambiamenti di città, ecc.

Occorre tener presente che l’episodio depressivo non coincide con la diagnosi di depressione maggiore, perché molte persone possono avere alternanze del tono dell’umore, più o meno marcate.

Vi sono poi forme particolari di disturbo depressivo, come la depressione post-partum, che hanno loro caratteristiche proprie. In ogni caso, è bene tener presente che i sintomi della depressione possono essere talvolta “mascherati”, al punto che nessuno si accorge del problema, talvolta neanche il soggetto stesso, che tende ad attribuirli a normale stanchezza, stress, nervosismo o problemi lavorativi, familiari o di coppia.

E’ infatti piuttosto frequente il caso in cui la persona depressa non voglia riconoscere il proprio stato interno, che lo porta a vedere “tutto nero”, ad essere intollerante, irritabile, pessimista, nervoso, distante, ecc., e ritenga che esso sia solo la conseguenza di fattori esterni che andrebbero modificati (lavoro, coppia, denaro, figli, ecc.).

Spesso la persona depressa ricorre all’assunzione di farmaci antidepressivi, i più impiegati in medicina. I farmaci possono essere certamente utili, soprattutto in situazioni particolarmente critiche, ma non rappresentano l’unica possibilità di intervento.

La psicoterapia può aiutare a riconoscere e comprendere la radici del proprio malessere, a sviluppare strategie funzionali al raggiungimento di un maggiore benessere e alla prevenzione delle ricadute. Un percorso psicoterapeutico può essere utile per sviluppare una modalità di pensiero più equilibrata e razionale, per costruire migliori abilità personali e comunicative utili ad affrontare le difficoltà quotidiane che probabilmente hanno portato alla depressione e a riprendere gradualmente le attività che sono state abbandonate, magari cominciando da quelle più piacevoli.