Pillola di felicità n.1: agire, prima di tutto!

“L’attività è indispensabile per la felicità”

Arthur Schopenhauer

 

Una delle caratteristiche che contraddistingue le persone felici, individuata dallo studioso Michael Fordyce, è quella di avere uno stile di vita attivo: energia, vitalità ed entusiasmo, la capacità di farsi coinvolgere nelle attività e diventarne protagoniste, a differenza degli infelici che sono più cauti ed apatici, quasi spettatori della loro vita.

Le attività che producono maggiore felicità sono di cinque tipi: piacevoli, eccitanti, non abituali, sociali (che implicano il coinvolgimento di altre persone) e significative.

Inoltre, le persone felici sanno organizzarsi al meglio e pianificare le cose: non rimandano gli impegni, pianificano a breve e medio termine per raggiungere i piccoli e grandi obiettivi della vita. Questo permette loro di godere dei piccoli risultati raggiunti quotidianamente.

Fordyce, in particolare,  sottolinea che le attività in cui scegliamo di impegnarci, perché possano essere efficaci nell’innalzare il nostro livello di felicità, devono soprattutto avere significato, essere importanti per noi e per gli altri.  

puzzle-432569_1920“Quando impariamo a dire un profondo e appassionato “Sì” alle cose davvero importanti, allora la pace inizia a posarsi sulle nostre vite, come la luce dorata del sole filtra attraverso gli alberi della foresta e illumina il suolo”

 

Thomas Kinkaide, artista

Ognuno di noi potrebbe, ovviamente, avere un’idea molto diversa relativamente a quali siano per lui le attività significative, ma ciò che le contraddistingue è il cosiddetto “stato di flusso”, uno dei concetti più interessanti della psicologia positiva. 

Per comprendere cosa significa, immaginate di svolgere una qualsiasi attività (scrivere un testo, leggere, giocare ai video-game, preparare il pranzo ecc) e di sentirvi completamente coinvolti ed assorbiti in ciò che fate, tanto da non rendervi conto neppure del passare del tempo.

Csikszentmihalyi psicologo ungherese emigrato negli Stati Uniti ed autore di studi sulla felicità, ha concettualizzato il termine flow come uno stato psicologico soggettivo di massima positività e gratificazione, che può essere vissuto durante lo svolgimento di attività e che corrisponde alla “completa immersione nel compito”.

“I momenti migliori della nostra vita non sono tempi passivi, ricettivi, rilassanti… I momenti migliori di solito si verificano se il corpo e la mente di una persona sono spinti ai loro limiti nello sforzo volontario di realizzare qualcosa di difficile e per cui ne valga la pena”

 

Mihaly Csikszentmihalyi

Due fattori rilevanti a tal proposito sono il livello di difficoltà percepita di un compito e la nostra competenza nello svolgerlo: entrare nel flusso dipende dall’equilibrio tra queste due componenti, valutate soggettivamente.

Nel caso in cui la persona consideri le sfide al di là delle proprie capacità, entrerà in uno stato dapprima di vigilanza e poi di ansia; nel caso contrario, passerà dal rilassamento alla noia.

Quando, invece, percepirà armonia tra sfide e abilità, allora potrà esperire la flow experience, sentendosi pienamente assorbita e coinvolta in ciò che sta facendo.

Un’attività che produce flusso genera così tanta gratificazione che le persone sono disponibili a svolgerla per il piacere di farlo, indipendentemente da incentivi esterni come, per esempio, il denaro. Quando è nel flusso, inoltre, l’individuo funziona a pieno delle sue potenzialità.

La capacità di cogliere e sfruttare “esperienze ottimali” porta, quindi, numerosi vantaggi: l’attivazione e lo sviluppo delle nostre risorse personali, l’incremento del nostro livello di autoefficacia personale, ma soprattutto uno stato di benessere (soddisfazione, godimento, piacere, felicità…) collegato ad emozioni positive.

Alla prossima settimana con la “pillola di felicità” n.2: coltiviamo le nostre relazioni!