“Il mio bambino mangia troppo”

Come abbiamo visto nel precedente articolo “Bambi e sovrappeso: un problema attuale”, in Italia sono moltissimi i bambini con problemi di sovrappeso ed obesità , ecco quindi qualche consiglio per i genitori.

Cosa fare se il tuo bambino mangia troppo

Proporre una dieta ipocalorica e dire al bambino di mangiare di meno potrebbe non bastare, soprattutto quando i genitori non riescono ad essere d’esempio.

Spesso quando anche mamma e papà sono in sovrappeso o lo sono stati, il timore che possa accadere la stessa cosa ai propri figli è intensa e ciò porta ad adottare delle strategie di controllo del cibo per evitare di peggiorare le cose.

Ma nonostante l’intenzione positiva, costringere i figli a mettersi a dieta o proibire certi alimenti, non sempre è la soluzione ideale!
In questo caso, può essere molto più sensato aiutare i bambini a controllare in modo autonomo le quantità di quello che mangiano (intake alimentare), sviluppando una forma di autocontrollo.

Anche l’American Academy of Pediatrics nelle linee guida per la prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare nei ragazzi, ribadisce l’importanza di non focalizzare troppo l’attenzione sulla dieta e sul peso. Più funzionale è, invece, incoraggiare i ragazzi verso uno stile di vita salutare.

Un rapporto sano con il cibo non si ottiene, infatti, costringendo i figli a non mangiare!

Anzi se il motivo per cui mangiano troppo è dovuto ad un basso controllo inibitorio o ad una difficoltà di controllo degli impulsi, la strada dell’incremento del controllo da parte dei genitori non sarà di certo quella vincente nella prevenzione di sovrappeso ed obesità.

Se il problema è lo scarso controllo, chiedere ai bambini e ragazzi di seguire un regime restrittivo ed evitare i cibi preferiti crea un effetto paradosso per cui il cibo proibito diviene ancora più desiderato.

Un approccio alternativo

Strategia più efficace è senz’altro quella di  quella di responsabilizzare i bambini e permettere loro di decidere la quantità di cibo da mangiare, con l’accorgimento di utilizzare piatti più piccoli.

Ai bambini viene permesso, quindi, di servirsi anche più volte, ma ogni volta devono chiedersi se sono ancora affamati.

Spesso sono i genitori a decidere le porzioni e questo disabitua i figli a porre attenzione al naturale senso di fame e sazietà, segnali fondamentali nella regolazione del comportamento alimentare.

I piatti più piccoli aiutano a ridurre la quantità di cibo: la stessa quantità  di pasta servita in un piatto più piccolo sembra più abbondante. Così si è appagati, ma con un numero inferiore di calorie.

La possibilità di potersi servire più volte aiuta a sentirsi liberi ed il compito di chiedersi di volta in volta se si è ancora affamati riporta il comportamento alimentare sotto il controllo di uno stimolo interno e adeguato (percezione del senso interno di fame/sazietà ) piuttosto che esterno (quantità  di cibo scelta dai genitori, vista del cibo, piatto vuoto ecc).

L’ascolto dei segnali del proprio corpo è un aspetto fondamentale ed imprescindibile per sviluppare uno stile alimentare sano ed equilibrato!