Intimità? Sì, grazie!

Dare una definizione di intimità, non è cosa semplice, poiché, come possiamo intuire, questa parola racchiude in sé vari ambiti delle relazioni umane.
Possiamo però provare a definire “intimitàquello stato in cui ci sentiamo particolarmente vicini fisicamente e/o emotivamente ad un’altra persona con la quale sentiamo di poterci fidare e affidare.

Nella relazione amorosa si potrà tradurre quindi in scambi di effusioni, attenzioni reciproche, affetto e comunicazione autentica e sincera dei propri sentimenti e sensazioni.
E’ però importante concentrarci su un primo aspetto, ovvero che si è intimi sempre all’interno di una relazione e pertanto non si può prescindere dai due individui che ne prendono parte.

Mi piace pensare all’intimità come a una “danza” sinuosa, complice e rispettosa, una danza non sempre facile, che richiede impegno e dedizione, giorno dopo giorno…

L’intimità è il modo in cui scegliamo di stare in relazione con l’altro, è ciò che ci permettiamo di vedere o guardare di noi e dell’altro.
Per essere davvero intimi dobbiamo dunque conoscerci, comprendere la nostra identità, le nostre ricchezze e le nostre fragilità.
Solo se riusciremo a percepire la nostra identità riusciremo ad essere davvero intimi con l’altro, senza paura di perdersi, senza timore di essere “invasi”, schiacciati o soffocati.

Quanto più una persona raggiunge una propria autonomia e consapevolezza di se stessa, tanto più sarà capace di entrare in intimità con l’altro rispettandone l’unicità.

Questo aspetto è fondamentale nella relazione di coppia, dove, per poter sperimentare intimità, è essenziale favorire e riconoscere l’identità personale del partner, favorendo la possibilità di ognuno di sentirsi separato e unico all’interno della relazione con l’altro ma in una danza altrettanto unica, fatta proprio da quelle due individualità.

Un saluto
Carlo Ricci