“Quando camminate, accontentatevi di camminare.
Quando siete seduti, accontentatevi di essere seduti”

La Mindfulness è uno stato mentale,“una modalità dell’ essere, non orientata a scopi, il cui focus è il permettere al presente di essere com’è e di permettere a noi di essere, semplicemente, in questo presente” (Teasdale), che può essere coltivato e stabilizzato attraverso particolari tecniche.

Non è facile rendere a parole ciò che si riferisce innanzitutto ad un’esperienza, a uno stato mentale…Proprio per tale motivo, cioè per favorire una comprensione diretta attraverso l’esperienza, spesso si sceglie di non tradurre il termine inglese mindfulness (a sua volta derivato dall’originario termine sati in lingua pali). Le traduzioni più immediate, potrebbero essere “consapevolezza, attenzione, attenzione sollecita, presenza mentale, piena presenza”.

La mindfulness consiste nel “porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante” (Kabat-Zinn, 1994). La pratica della meditazione si rivolge alle esperienze interne del momento, come le sensazioni corporee, i pensieri e le emozioni. Prevede un atteggiamento di accettazione non giudicante di ogni evento dell’esperienza presente: tutti i fenomeni che sopravvengono alla coscienza durante la pratica meditativa, come percezioni, cognizioni, sensazioni, emozioni, vengono osservati con cura, ma mai valutati come buoni o cattivi, veri o falsi, salutari o nicivi…

Si tratta quindi di un esercizio sistematico di auto-osservazione non giudicante del flusso di stimoli interni e esterni nel momento in cui sopravvengono. Contrastando l’impulso spontaneo a definire, giudicare, valutare l’esperienza, la mindfulness offre l’opportninità di evitare il ricorso automatico a processi di pensiero irrazionali e a conseguenti reazioni emotive e comportamentali abituali.

Una conseguenza fondamentale della pratica della mindfulness è la presa di consapevolezza che pensieri, sensazioni, ed emozioni sono continuamente fluttuanti, transitori e che “passano come le onde del mare”.

“È stupefacente quanto sia liberatorio l’essere capaci di vedere che i tuoi pensieri sono solo pensieri e che non sono “te stesso” o “la realtà”…il semplice atto di riconoscere i tuoi pensieri come pensieri, può renderti libero dalla realtà distorta che essi spesso creano e genera un maggior senso di chiarezza e di padronanza sulla tua vita” Kabat-Zinn (1990, pp.69-70)

Perché praticare la Mindfulness?

I programmi mindfulness based (cioè orientati ad aumentare la consapevolezza) hanno come principale obiettivo il benessere globale della persona.
Più nello specifico attraverso la pratica è possibile:

  • gestire e, quando è possibile, ridurre la sofferenza, il malessere/disagio che possono essere associati ad una psicopatologia o che si sviluppino su un piano esistenziale, fisico, emozionale o relazionale dell’individuo
  • generare, nel tempo, nuove prospettive di osservazione e comprensione della propria realtà e, di conseguenza, anche sperimentare diverse e più gradevoli tonalità emotive

 

Gli effetti di un training basato sulla Mindfulness può portare benefici nei seguenti ambiti:

  • fisico
  • psichico / mentale
  • comportamentale / relazionale
  • professionale