L’arrivo di un bambino rappresenta un momento importante nella vita della coppia che va a modificare equilibri e dinamiche pre-esistenti: la coppia coniugale diventa coppia genitoriale.

Durante la crescita del piccolo avvengono grandi cambiamenti, sia a livello fisico che psicologico e le relazioni all’interno della coppia e tra genitori e figli dovranno subire continue revisioni e aggiustamenti.

In ogni fase del ciclo di vita possono presentarsi problemi e conflitti difficili da gestire, che spesso si cronicizzano in una dinamica relazionale sofferente, abbassando, di conseguenza, la qualità della vita. Quando i genitori perdono fiducia nelle proprie risorse e competenze e faticano ad individuare strategie efficaci per il raggiungimento di un maggiore benessere, il Parent Coaching può rivelarsi uno strumento molto utile.

 

Che cos’è il Parent Coaching?

Il Coaching è una disciplina relativamente nuova in Italia, mentre negli Stati Uniti da oltre vent’anni viene utilizzata come tecnica per incrementare la performance sportiva. Attualmente gli strumenti che il coaching mette a disposizione vengono applicati a contesti diversi (aziendale, sportivo, di cura della persona, privato e familiare…), con l’obiettivo generale di riscoprire e “liberare” le potenzialità di una persona perché possa raggiungere i proprio scopi o portare al massimo il suo rendimento.

Il Parent Coaching è un percorso strutturato che parte dall’esperienza genitoriale attuale e si propone, attraverso il sostegno e confronto, di portare i genitori a riconoscere e migliorare le proprie competenze, al fine di raggiungere significativi cambiamenti.

Lo psicologo non “impartisce lezioni”, ma piuttosto aiuta i genitori ad apprendere dalle proprie esperienze, a focalizzare i propri obiettivi, identificare le proprie risorse personali, riattivare energie sopite e pianificare strategie di azione. In altre parole “allena” a ragionare in modo nuovo al fine di modificare eventuali convinzioni limitanti.

Durante il percorso i genitori possono esercitare le proprie abilità di problem solving, rimuovere ostacoli, modificare la propria visione della situazione, esplorare diverse opzioni e incrementare il proprio senso di autoefficacia personale.

 

Che cosa avviene durante il percorso?

Fase di assessment: viene presentato il metodo e si delinea il percorso in cui i genitori “giocheranno in prima persona la loro partita”, nella quale il terapeuta avrà il ruolo di “allenatore” e attiverà in loro la consapevolezza delle proprie risorse, il senso di responsabilità e l’apprendimento dalle esperienze. Ci si focalizza sull’analisi del problema presentato dai genitori e il terapeuta, attraverso l’osservazione e l’uso di domande mirate, ne indagherà gli aspetti rilevanti, le strategie utilizzate sino a quel momento per gestirlo, i vincoli e le risorse del contesto.

 

Fase operativa: i genitori, attraverso l’aiuto dello psicologo, si concentreranno sulla pianificazione dei propri obiettivi, sulla rimozione degli ostacoli che rendono difficile il loro raggiungimento e sull’ individuazione di strategie e risorse da mettere in campo.

Durante tutto il percorso il terapeuta-coach accompagnerà i genitori monitorando la situazione e offrendo feedback, analizzando ostacoli e successi, valorizzando e rinforzando i risultati ed esplorando nuovi bisogni ed obiettivi.

 

Fase di chiusura: terapeuta e genitori si confronteranno sui risultati conseguiti con riferimento agli obiettivi precedentemente prefissati, sulle nuove competenze e consapevolezze acquisite durante l’intero percorso e sul grado raggiunto di autonomia psicologica e operativa.