Il dolore della separazione

Accettare la fine di una relazione non è semplice, talvolta, però, il sentimento che aveva unito due persone si affievolisce e il “per sempre” lascia spazio al rancore o semplicemente alla consapevolezza che, da una relazione, si desidera “altro”.
Solitamente la fine di una storia d’amore si realizza sotto la spinta di uno dei due partner, raramente si tratta di una scelta realmente condivisa.
Vi sono quindi due posizioni diverse: chi decide di lasciare e chi viene lasciato, ma nessuna delle due posizioni è immune dal dolore del distacco.

Bisogna, infatti, metabolizzare il distacco da una relazione che un tempo era speciale, da ciò che poteva essere e non è stato, dal senso di fallimento e dal senso di vuoto per lo spazio che l’altro lascia, uno spazio reale, concreto ma anche e soprattutto interiore: entrambi i partner sono stati, infatti, l’uno per l’altra, conferma della propria identità, che ora dovrà essere ricostruita.

Se chi lascia ha iniziato da tempo a elaborare dentro di sé il distacco sentendosi più “pronto” per iniziare un’altra vita, spesso, chi è lasciato può sentirsi abbandonato, disperato o arrabbiato.

La difficoltà sta nel dover affrontare una serie di “perdite”, non molto diverse dal lutto.
Oltre alla perdita di un legame affettivo, fisico e relazionale, si sperimenta la perdita di un “legame psichico”, ovvero quella serie di significati emotivi attribuiti alla relazione e a se stessi all’interno della relazione con l’altro. Tali vissuti emotivi, uniti a quelli esperenziali e ai ricordi di una vita insieme, comportano, spesso, una fase di incredulità, delusione, sconforto e rabbia per la consapevolezza di dover lasciare andare un passato conosciuto per un futuro di incertezze.

Stare con l’altro, significa, però, intraprendere un percorso insieme che si costruisce giorno dopo giorno. 

Quando si interrompe una storia d’amore è perché uno o entrambi i partner hanno smesso di costruire e investire nel rapporto.

Le coppie che si rivolgono a me hanno solitamente, da tempo, smesso di comunicare, trascurando il proprio benessere e quello del partner e la distanza affettiva che si crea diventa, con il passare del tempo, sempre più difficile da sanare.
Per questo motivo consiglio sempre di “farsi un regalo”, non aspettando di rompersi una gamba e facendo fisioterapia prima!
La fisioterapia, nel mio caso la psicoterapia di coppia, diventa uno strumento che la coppia può utilizzare per capire cosa ha portato i partner ad allontanarsi, ricominciare a comunicare e trovare insieme un nuovo equilibrio che generi benessere per entrambi.

Un saluto
Carlo Ricci