Auto-compassione: l’ingrediente che spesso manca nel “mangiare sano”

Mangiare consapevolmente inizia spesso con un atteggiamento più gentile verso noi stessi. In questo modo siamo in una posizione migliore per prendere decisioni sugli alimenti che soddisfano la nostra fame.  

Vi racconto una storia…

Durante un'altra dura giornata di lavoro, Mary si rende conto di aver dimenticato di pranzare. Sta morendo di fame. L'insalata che ha portato quel giorno non l’attira, soprattutto quando il suo collega le propone di condividere la pizza che ha ordinato. Mary adora la pizza così ne prende un pezzo, lo mangia velocemente perché ha fame, ma si sente subito in colpa per la sua scelta. Ne prende un'altra fetta. E un altra. Termina il pasto sentendosi troppo piena e inizia a rimproverarsi per la sua mancanza di forza di volontà. "Non avrei dovuto mangiare la pizza. Cosa c'è di sbagliato in me? Perché scelgo sempre cibi che so che non dovrei mangiare? "

Questo scenario vi è familiare? Viene vissuto frequentemente da molte persone che ripetutamente cercano senza successo di mangiare in modo più sano.

Quello che sfugge è la mancanza di un ingrediente chiave: l’auto-compassione.

È questo ingrediente speciale che ha il potere di determinare se avrai successo oppure no nel tuo intento di mangiare in modo sano.

 

Che cos’è l’auto compassione?

L’auto-compassione comprende tre componenti principali:
• Gentilezza verso se stessi: essere gentili e comprensivi verso se stessi in caso di emozioni negative, dolore o insuccesso, piuttosto che criticarsi duramente
• Umanità: riconoscere le proprie esperienze come parte della più grande esperienza umana. Non sei solo!
• Consapevolezza: permettere a pensieri e sentimenti dolorosi di esserci, piuttosto che identificarsi con essi o cercare di ignorarli

La ricerca mostra che più siamo comprensivi ed indulgenti verso noi stessi, più siamo motivati a fare ciò di cui abbiamo bisogno per prenderci cura di noi, compreso impegnarci per “mangiare bene”. L’auto compassione aiuta anche a prevenire le abbuffate legate alla fame nervosa che spesso si verifica quando ci sentiamo di aver fallito nei nostri sforzi per “mangiare pulito”.

Una mancanza di auto-compassione non ci permette di conoscere le nostre abitudini, i nostri schemi legati all’alimentazione, i trigger e le nostre esigenze. Adottando, invece, un atteggiamento di perdono e curiosità, possiamo promuovere una sana relazione con il cibo, presupposto importante per essere più sereni e in salute.

 

Come aggiungere una sana dose di auto-compassione ai tuoi pasti

1. Abbandona la modalità di pensiero “tutto o nulla”: un’alimentazione sana è flessibile e può includere un’ampia varietà di alimenti, alcuni dei quali sono più “ricchi” di altri, come la pizza. E a volte la scelta migliore per te potrebbe essere quella più “ricca”. Ad esempio, quale sarebbe una scelta più sensata per una festa: pizza o insalata? L’insalata è più sana solo se è quello che vuoi veramente! Altrimenti, potresti sentirti deprivato e finire per mangiare troppo più tardi. Godersi la pizza in modo consapevole come parte di un momento conviviale e di festa è naturale, poiché il cibo ha tanti “ruoli” nelle nostre vite. Assecondare la “fame del gusto” ci permette di sentirci soddisfatti con meno!

2. Diventa consapevole di come parli a te stesso, del tuo dialogo interiore quando mangi: cosa dice la quella vocina? Forse che non dovresti mangiare troppo o che non dovresti mangiare certi tipi di alimenti? O che sei un fallito se lo fai? Puoi annotare quello che dici a te stesso.

3. Modifica il dialogo interiore, nella direzione di una maggiore accoglienza e gentilezza verso te stesso. Quando senti che stai iniziando a percorrere la strada familiare del giudizio negativo verso di te, fermati ed inverti la rotta, esercitando un atteggiamento di auto-compassione.

4. Esercitati: adotta costantemente un atteggiamento più aperto, accogliente e flessibile e annota i nuovi messaggi verso te stesso. Come in tutte le cose, ricordati che l’inizio è sempre il momento più difficile!